Revisionismo a Milano

18 marzo 2011

Dopo i vari tentativi dello scorso anno, falliti per la reazione della gente, il 16 marzo, le destre, maggioritarie nel consiglio di zona otto in Milano, intitolano una targa a Luisa Farida su cui pendeva una condanna a morte per il ruolo di collaborazionismo svolto a favore dei nazisti: amica della banda Koch, frequentatrice della loro sede di Villa Triste, dove si praticavano le più feroci torture verso i partigiani.


In zona8 la destra riabilita la famigerata banda Koch

Mentre in Italia si commemora il 150° dell’unità, il consiglio di zona 8 mercoledì 16 marzo 2011, in seconda convocazione (per non avere problemi con il numero legale), è stato convocato per discutere la proposta di intitolazione di una targa in memoria di Luisa Ferida, attrice aderente alla repubblica di Salò e partecipe, con Osvaldo Valenti, alle attività di tortura della famigerata banda Koch all’interno di villa Triste a Milano.
Questo è il testo approvato dalla maggioranza di destra del consiglio di zona, con 13 voti contro 11 dell’opposizione:
In questo luogo, il 30/4/ 1945 venne assassinata, benchè incinta, LUISA FERIDA, famosa attrice di teatro e di cinema. A lei e a tutte le vittime dell’odio e della violenza causate da ideologie totalitarie e antidemocratiche è dedicata questa targa, affinchè mai più nella storia si ripetano simili nefandezze”.
La targa e le motivazioni sono sconcertanti, un insulto alla storia e alla memoria per l’Italia e Milano, un atto gravissimo e di inaudita arroganza e ignoranza, e fascismo,una provocazione che offende tutte le vittime torturate e ammazzate dalla banda Koch, una delle più orrende squadracce del fascismo in Italia.

LETTERA  APERTA AL SINDACO DI MILANO di Carlo Smuraglia, Presidente dell’Anpi di Milano

Ho appreso in questo momento che il Consiglio di zona 8, a maggioranza, ha approvato una delibera per la collocazione di una targa, in ricordo dell’attrice Luisa Ferida.
Sul ruolo di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida nella Repubblica sociale e sulla ripetuta presenza, anche della Ferida, a Villa Triste, si è già discusso più volte e non è su quello che intendo ora soffermarmi, fondandomi solo sui fatti certi.
Quello che mi riesce incomprensibile è questo attivismo della maggioranza del Consiglio di zona 8 che, a quanto mi risulta, non si è mai realizzato per informare chi ancora non sapesse che cosa è stata Villa Triste e quali orribili sevizie, torture e atrocità vi siano state compiute dalla banda Koch.
Lo stesso Cardinale Schuster, in una lettera a Mussolini del settembre 1944, denunciò quelle atrocità, e perfino la famigerata “Muti” fu costretta ad intervenire per farle cessare. Ma tutto questo sembra dimenticato e comunque poco rilevante; e per alcuni, forse, è meglio che resti nell’oblio.
Mi sorprende anche il singolare concetto che si ha, a quanto pare, del significato della collocazione di una targa o dell’intestazione di una via. Di norma, lo si fa per ricordare , ma sopratutto per additare un esempio positivo. Che cosa ci sia di positivo nell’aver frequentato Villa Triste, conoscendo le atrocità che vi venivano commesse, senza ribellarsi, senza reagire, senza denunciare, almeno senza più tornare in un luogo di tanto orrore, mi riesce davvero impossibile capire. A meno che si voglia battere la via della speculazione e della provocazione, dimenticando che cos’è una guerra , quali effetti essa produce e lascia su tutti.
Le chiedo, sig, Sindaco, a nome dell’ANPI milanese, di intervenire, col Consiglio comunale tutto,per impedire che questa decisione, che non voglio qualificare, abbia un qualsiasi seguito.  Si faccia invece, quello che fu fatto per ricordare il famigerato hotel Regina, per iniziativa di cittadini volonterosi e sensibili: si collochi, davanti a Villa Triste, qualcosa di più dell’attuale targhetta, oggi praticamente invisibile, qualcosa che ricordi le atrocità che vi furono commesse e la condanna a morte che fu pronunciata dall’Alta Corte di giustizia a Roma, nei confronti del maggior responsabile, Pietro Koch, eseguita il 15 giugno 1945.

http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Koch


Scuola Pubblica

18 marzo 2011

Adesione ANPI all’appello de l’Unità




8 Marzo

6 marzo 2011

“Le donne

protagoniste del

cambiamento”

 

“8 marzo 2011: le donne protagoniste del cambiamento”.

Questo il filo conduttore di un documento diffuso dalla presidenza, segreteria e Comitato nazionale dell’Anpi alla vigilia della festa della donna.

“Nella lotta partigiana, nella Resistenza, le donne hanno avviato da protagoniste, alla pari degli uomini, un cammino di emancipazione e liberazione che, proseguito negli ultimi 60 anni, ha segnato la società italiana di conquiste di giustizia, di libertà e di civiltà”.

“Donne – si sottolinea – di generazioni diverse che insieme lavorano, con sentito impegno civile, all’interno di un’associazione nata dopo la Resistenza. Questa “singolarità” fa dell’ANPI un luogo di valori forti e profondi che uniscono il filo della vita di tante generazioni”.

“Tenendo per mano questo prezioso filo che le ha fatte incontrare – aggiunge –  le donne dell’ANPI lavorano su proposte ed iniziative culturali e sociali attraverso le quali portano avanti gli ideali e i principi sanciti dalla Carta Costituzionale”.

“Lavorando insieme si sono conosciute, confrontate e reciprocamente arricchite delle loro differenze. Attraverso le loro diverse esperienze cercano di favorire e stimolare un processo di ricomposizione e di solidarietà tra le donne, di individuazione di comuni obiettivi, di ampliamento della partecipazione attiva.

Dignità, rispetto di sé, libertà e coraggio delle proprie scelte, responsabilità verso se stesse e gli altri; difesa e potenziamento dei diritti sociali e di cittadinanza, a cominciare dal diritto al lavoro e ai servizi sociali; condivisione dei problemi e degli obiettivi da raggiungere, pari dignità tra donne e uomini: questo è ciò che si deve affermare e promuovere”.

In un momento – si rileva – di emergenza democratica, sociale e civile del Paese, come quello attuale, c’è una grande necessità della cultura, degli obiettivi, delle lotte di liberazione delle donne. Esse avvertono il bisogno di contribuire al cambiamento culturale del nostro Paese, sentono la necessità di agire in fretta per superare l’emergenza in cui si trovano, emergenza che rende l’Italia un Paese bloccato a logiche di interessi di parte”.

“Dopo il successo del 13 febbraio – si sottolinea –  si deve andare avanti con la stessa forza e la stessa convinzione; per questo le donne dell’ANPI si sono date l’obiettivo di creare in ogni territorio una rete con le associazioni femminili, sociali e culturali, con i sindacati, con i partiti antifascisti, col volontariato, con le donne portatrici di competenze specifiche.”

“Questa –si conclude – è la nostra Associazione e questo sono le donne che ne fanno parte, e con tali convincimenti e sentimenti l’otto marzo saremo al fianco di tutte coloro che si riconoscono in questi valori”.

 

Documento ANPI Nazionale sull’8 marzo

 


RICORDO DI GINO FERRE’

22 febbraio 2011

Lunedì 28 febbraio 2011

Ad un anno dalla scomparsa si tiene ,dalle 17 alle 19:30 presso la sede di Via Ciro Menotti 78 a Legnano, la tavola rotonda promossa dall’ ANPI legnanese e dalla CAMERA DEL LAVORO TERRITORIALE Ticino Olona intitolata:

IN RICORDO DI GINO FERRE’

All’iniziativa parteciperà Antonio Pizzinato, presidente ANPI Lombardia.

Visualizza la locandina:

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Festa del Tesseramento ANPI Legnano

14 febbraio 2011

AL CIRCOLONE DI LEGNANO

venerdì 18 febbraio

ore 19.30 : Cena 15 euro
Lasagne Tradizionali
Reale al forno e patate al rosmarino
Torta al cioccolato o Meringata
Acqua e Vino

ore 22.00: CIAPA NO LIVE!!!

a seguire… Fritto Misto e Giova DjSet

per info e prenotazioni: 3290075775


Presentazione del Libro: IL SOGNO INVERSO DI TITO BIAMONTI

28 Maggio 2010

Giovedi’ 3 Giugno alle 21.00 presso la biblioteca comunale di Nerviano.

L’ANPI di Nerviano promuove la presentazione del libro di Maurilio Riva “Il sogno inverso di Tito Biamonti” in cui le vite partiginae di Italo “Tito” Zanotti e di Giovanni Federico Biamonti (Beppe Fenoglio) sono narrate tra storia e letteratura.

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“Da un libro letto d’un fiato, il narratore trae lo slancio per iniziare una ricerca e una comparazione parallele fra l’opera di “Giovanni Federico Biamonti” – in cui si staglia la figura di un “partigiano azzurro” – e le gesta di “Tito” alias Italo Zanotti, partigiano garibaldino, conosciuto dall’autore in età adolescenziale.

Dal primo libro e da un secondo, scritto a suo tempo da “Tito” e rimasto inedito, ne scaturisce un terzo per geminazione.

L’io narrante ricopre la funzione di collante e commento delle due vicende. Il suo punto di vista si aggiunge come storia a sé stante così, da due, le storie diventano tre e l’alternarsi dei tre piani di scrittura diviene una sorta di partitura che fa pensare a tre strumenti musicali che dialogano senza creare fratture. Le storie parallele si trasformano alla fine in “sinfonia”.

Le biografie di “Tito” e di “G.F. Biamonti” – uno pseudonimo dietro cui si cela l’identità di uno scrittore che ha lasciato un’impronta indiscutibile nel novecento letterario italiano – svelano parecchi elementi in comune, fatte le doverose distinzioni. I punti di contatto fra loro – spesso identici, a volte capovolti – balzano in evidenza a mano a mano che si intrecciano le loro storie.

Una vita trafficata per l’uno, laboriosa ma non conformista per l’altro. Non coronata da successi, per il primo. Tardivi, in larghissima misura, per il secondo.

È sindrome dal nome ignoto quella per cui, in punto di morte, scorrano davanti agli occhi del moribondo – in un battibaleno – i punti salienti di tutta la vita. A “G.F. Biamonti” capita all’opposto, dal letto d’ospedale, di immaginare la vita futura se scampasse alla malattia: incontri e conoscenze, scritture di nuovi libri, amicizie e avversioni, collaborazioni musicali e stesure di testi per autori di rilievo, cimenti giornalistici.

È sindrome a rovescio, la sua: un sogno inverso.

Nel caso del “partigiano Tito“, il sogno inverso equivale al compimento postumo di quanto da lui sognato, tanti anni prima: pubblicare, dopo averlo scritto con fatica, il libro dell’esperienza partigiana, stella polare della sua esistenza a perdere. La sua vita viene ricomposta, con minuziose ricerche, nei lineamenti essenziali.

“Tito” era un uomo normale, educato secondo le regole austere della civiltà contadina. Uomo onesto che si è dovuto barcamenare tra i discutibili vincoli di una società che troppe volte sembra premiare impudenza e spregiudicatezza. Uomo coraggioso, non un super-eroe. Uomo capace d’amicizia e, pur nella penuria, generoso.

Si deve parlare, perciò, di una “biografia ritrovata” nel cui mosaico permangono giocoforza zone incompiute, nondimeno le tessere rinvenute riescono a rispettarne la genuinità.

Convinto assertore di quanto scriveva Walter Benjamin, l’autore si immedesima nel dettame secondo cui «un evento vissuto è finito, o perlomeno è chiuso nella sola sfera dell’esperienza vissuta, mentre un evento ricordato è senza limiti». “


ADDIO GINI

18 marzo 2010

Questa notte ci ha lasciati Virginio Mezzanzanica (GINI), Partigiano e Presidente della Sezione ANPI di Nerviano.
Piangiamo la scomparsa di un grande uomo.
RESTERAI SEMPRE NEI NOSTRI CUORI.
GRAZIE GINI.

DOMENICA 19 LUGLIO – BICICLETTATA RESISTENTE A NERVIANO

7 luglio 2009

music 4 free spaces FRONTE

music 4 free spaces RETRO

Durante la rassegna MUSIC 4 FREE SPACES che si terrà nel parco del EX-MECCANICA in via cirncovallazione n.1 di Nerviano, ci sarà una biciclettata resistente, andremo nei luoghi della resistenza come staffette partigiane.

Ritrovo DOMENICA 19 LUGLIO alle 16.00 al Parco dell’EX-MECCANICA

ANPI di NERVIANO


ADDIO IVAN

16 giugno 2009

ivan della mea

E’ morto sabato notte all’ospedale San Paolo di Milano il cantautore, poeta e scrittore Ivan Della Mea.

Addio al cantautore della classe operaia!


da il MANIFESTO:

“Ivan si chiamava Luigi, ma per gli amici era «il Mea». Era toscano, ma parlava e scriveva in lombardo. Era spinoso, ma appena più sotto tenerissimo. Era comunista, ma soprattutto antifascista e un libertario praticante. Cantastorie, poeta e scrittore, ma prima di tutto «militante». Di che cosa? Dell’opposizione al potere; meglio, ai poteri («Ogni potere, che è un po’ personale..»), anche quelli della sinistra, anche quelli che crescono nelle relazioni private: «Lettera a Michele» (nell’lp «Ringhera») è un manifesto della sua irriducibilità a ogni compromesso, della sua voglia di mettere sempre tutto in discussione.


Con tutto questo alle spalle (e sulle sue spalle) ha passato la vita correndo da una cosa all’altra, da un posto all’altro, senza mai pacificare niente, appassionandosi a tutto e litigando spesso, mandandoti al diavolo e sapendo che era solo per quel momento lì, perché dopo poco te lo saresti ritrovato vicino. Dal Nuovo canzoniere italiano ai «dischi del Sole», dalle Feste dell’Unità ai picchetti di fronte alle fabbriche, dai cd del manifesto alle rubriche e articoli che spargeva sui giornali «amici». E, poi, i libri, i concerti per sostenere tutti i «perdenti del mondo», l’Istituto Ernesto De Martino per dare un luogo alla cultura popolare di cui gli parlava Giovanni Bosio…”

Gabriele Polo


CIAO IVAN




RISPOSTA ALLA DIFFIDA DI LEALTA’ AZIONE

16 giugno 2009

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Milano, 19 giugno 2009

ASSOCIAZIONE A.N.P.I. NERVIANO E LAINATE / ASSOCIAZIONE LEALTA’ AZIONE

In nome e per conto delle Associazioni A.N.P.I. di Nerviano e Lainate riscontriamo la diffida da Lei inviata in data 8 u.s.

Tralasciando ogni considerazione in merito al contenuto della stessa, ci limitiamo a ricordarLe l’articolo 21 della Costituzione nonché le pronunce in materia di diritto di critica e di cronaca.

Pertanto alla luce di quanto sopra si dubita fortemente che l’articolo apparso sul sito dell’Associazione A.N.P.I. di Lainate, contenga elementi diffamatori per l’associazione sua assistita.

Siamo liete che l’associazione da Lei rappresentata rinneghi nella Sua diffida “un passato tanto doloroso quanto risalente caratterizzato da convinzioni e posizioni che l’associazione assistita da chi scrive non ha MAI in alcun modo fatto proprie”.

Resta tuttavia la realtà che sempre la medesima associazione che oggi prende le distanze “dai tristi episodi del passato nazista oltrechè ad una generale propensione al più cieco e bieco razzismo”, promuova sul proprio sito, come potrà essere documentato dalle mie assistite, i seguenti eventi:

apertura di una Skinhouse;

promozione della grigliata “maiale pazzo” presso la Skinhouse stessa in data 15/05/09;

inneggio dell’azione promossa dai militanti di Lealtà Azione all’ “inespugnabile Piazzale Loreto” durante la commemorazione della giornata della Liberazione;

commemorazione durante la giornata del 25 aprile dei caduti del RSI;

diffusione nelle scuole nella giornata del 18/04/09 di un CD dal titolo “Musica per combattere” il cui elenco delle canzoni è consultabile sul sito di Ragnarok88.

Crediamo che a Lei siano noti i riferimenti politici e culturali delle Skinhouse, nonché chi siano stati storicamente i militanti della RSI.

A ciò si aggiunga che nella lettera dal titolo “Lealtà-Azione prende la parola”, pubblicata sul sito “Skinhouse.info”, oltre a prendere posizione su quanto pubblicato dall’A.N.P.I. di Lainate, espressamente si utilizzano termini quali “…Camerati ai quali esprimiamo il nostro massimo sostegno”, ed ancora “…ha pubblicato un libro ricco di nuovi ed entusiasmanti dettagli sulla nostra vita e su quella di altri Camerati”.

Pertanto alla luce di tutto quanto sopra premesso La informiamo che sarà nostra cura tutelare gli interessi delle Associazioni nostre clienti a fronte di qualsiasi indebita azione dovesse essere promossa nei confronti delle stesse.

Certe di aver fornito più che sufficienti chiarimenti porgiamo cordiali saluti.

Avv. Antonella Vitale


LEGGI TESTO DELLA DIFFIDA